Cosa mi dicono quando racconto che uso la coppetta mestruale!

Quando si è fra donne, lo si sa bene, capitano solo e solamente argomenti da donne. Ma chi l’avrebbe mai detto che nelle nostre conversazioni talvolta stimolanti e talvolta un po’ noiose sarebbe capitato un argomento così “tabù” (esatto, tabù, e siamo nel 2014) come quello dell’uso della coppetta mestruale?
Indovinate un po’ chi nel bel mezzo dell’allegro gruppetto di amiche utilizzava l’innovativo strumento? Eh già: io. E indovinate un po’ anche la prossima questione… già. Ero l’unica a farlo.
Non c’è niente di strano o imbarazzante, adoro le novità, per questo non appena ho saputo che al posto dei soliti scomodi assorbenti avrei potuto utilizzare l’alternativa ecologica (ed economica) della coppetta mestruale non me lo sono fatto ripetere due volte. Un paio di clic su internet e avevo già intuito che questa geniale invenzione faceva al caso mio.
La cosa imbarazzante è stata la reazione delle mie amiche. Proprio così.
Il tema del discorso era quello del ciclo femminile, tra dolori, mal di stomaco, occhiaie… e assorbenti, naturalmente. Esterni, interni, chi più ne ha più ne metta: le mie compagne di chiacchierate discorrevano fra quale modello fosse il migliore, quale quello meno dispendioso, quale ancora quello più pratico da indossare eccetera eccetera (e vi lascio immaginare).
E all’improvviso arrivo io, entro nel vivo della discussione con la precisione di un falco che ha individuato la preda a centinaia di metri d’altezza e si sta per fiondare su di lei. Il mio obbiettivo era lì, seducente come non mai: raccontare la mia esperienza e consigliare alle mie amiche un prodotto buono ed economico. Ma state a sentire cosa accadde.
-Io utilizzo la coppetta mestruale, dovreste vedere che cosa eccezionale, è davvero praticissima, invisibile e…
Non sarei riuscita a terminare la frase, perché gli sguardi fra l’allibito e lo sconcertato delle altre ragazze erano già caduti su di me, e mi fissavano con un misto di commiserazione e sdegno. Un po’ come si osserverebbe un gattino zoppo e pulcioso che ciondola per la strada, per intenderci.
O un piccione malandato che si avvicina per rubarti le briciole di cracker che ti sono rimaste in grembo.
Insomma, ci siamo capite.
Un silenzio imbarazzante; loro guardavano me, io guardavo loro. Non riuscivo a capire cosa avessi detto di tanto eclatante, neppure avessi appena detto che il loro outfit sembrava quello di un pagliaccio daltonico. E poi la mia vicina di casa ebbe il buonsenso di rompere quell’atmosfera tragicomica.
-Scusa… ma… tu usi la coppetta cosa?
-La coppetta mestruale- continuo io. -Non mi meraviglio che non ne abbiate mai sentito parlare… effettivamente non è da molto che è commercializzata, e non è neppure molto pubblicizzata. Si tratta di un dispositivo di barriera che raccoglie il sangue mestruale, e che poi viene estratto e ripulito, prima di essere riutilizzato-.
L’inclinazione sui sopraccigli delle ragazze sembra non essersi smorzata, anzi. Il mio tentativo non è andato a buon fine? Ritento…
-Beh dai ragazze, non ci credo che non ne abbiate mai sentito parlare… non è famoso come gli assorbenti esterni o i tampax ma comunque è abbastanza usato…-
Interviene Laura, confidente di sventure nonché collega di lavoro. Sembra abbastanza stupita, e d’altronde è la prima volta che affrontiamo questo argomento.
-Cioè tu usi una coppetta… ma di che materiale è? E dove si infila, scusa, precisamente?-
-Beh, nella vagina- continuo io. -Non è difficile, perché si possono scegliere le dimensioni della coppa, così che si adattino perfettamente al nostro corpo… e poi sono molto flessibili, non c’è rischio ci facciamo del male. La si infila nella vagina, circa a metà, e poi bisogna spingerla verso la cervice… dove c’è l’osso del pube, per capirci. Anzi, la mia coppetta, essendo riutilizzabile e non usa-e-getta, si stabilizza bene da sola, senza bisogno di troppi maneggiamenti- concludo sorridendo appena.
È a questo punto che interviene Giorgia, che porta dipinta in viso un’espressione abbastanza scettica e, almeno così sembra, un po’ disgustata.
-Ma… è roba sterile? Intendo… sia com’è… l’igiene intima è così importante, mi sembra una cosa abbastanza… schifosa, senza offesa…-
-Beh, ritengo francamente sia più schifoso indossare un assorbente per diverse ore, a contatto con i nostri organi genitali… la coppetta, a loro differenza, non assorbe i liquidi mestruali nè li tiene vicini alle parti intime. Rimangono raccolti in essa finché non vengono svuotati. Ti dirò, è molto comoda… non senti di averla, è così discreta… non so descriverti la soddisfazione di poter indossare qualunque vestito senza paura o imbarazzo. Cosa che non riuscivo a fare quando portavo gli assorbenti…-
-Ok ma… il sangue rimane raccolto nella coppetta… non ti pare poco igienico? Voglio dire, un’assorbente puoi usarlo e buttarlo… questo aggeggio invece è riutilizzabile… bah, non mi ispira fiducia- sentenzia seccamente Annalisa, che so essere amante dei tampax.
-Ma devi sapere che rispetto al tipo di assorbenti che utilizzi tu non c’è molta differenza, se non nel fatto che il tampax assorbe i fluidi mentre la coppetta permette di eliminarli subito… nessun cattivo odore, molta semplicità… il meccanismo non è tanto diverso. Anche quando togli la coppetta devi spingere leggermente con la muscolatura pelvica e quindi estrarla tirando la linguetta… se poi a disgustarti è il fatto che siano riutilizzabili, ce ne sono anche di usa e getta… ma per me il fatto che non bisogna buttarli via è un punto di forza assoluto!-
A questo punto Giorgia da scettica sembra un po’ più incuriosita. La sua domanda non si fa attendere:
-Cosa ci trovi di bello nel fatto che siano riutilizzabili?-
-L’economicità, logicamente!- esclamo ridacchiando. -Lo sapete che non navigo nell’oro, quindi la coppetta mia aiuta a ridimensionare una spesa mensile che non sarebbe indifferente…-
-Quanto costa?- il coretto non si fa attendere.
-Beh, il prezzo varia da tipo a tipo… comunque si aggira fra i 10 e i 15 euro… se tenete conto del fatto che una volta acquistata non deve più essere sostituita per mesi… vi siete fatte l’idea del risparmio!-
A questo punto gli sguardi si sono fatti un po’ meno sospettosi e un po’ più curiosi. Anche Annalisa mi rivolge qualche domanda un po’… ehm… particolare.
-Ma… scusami… ti risulta che allarghi la vagina questo affare?-
Non pensavo di aver capito bene al primo colpo, ma risposi ugualmente.
-No, non è il tipo di preoccupazioni che devi avere… si adatta perfettamente alla nostra forma, come ti ho detto… e inoltre puoi scegliere fra due taglie, quindi…-
L’atmosfera si era notevolmente rilassata, adesso.
Non mi sembravano tutte molto convinte, ma almeno l’Inquisizione sembrava finita. Le saluto con fare allegro e mi dirigo ancora incredula verso il bar per l’aperitivo, quando mi sento chiamare per nome. È Annalisa, mi raggiunge e mi sussurra una frase nell’orecchio, l’ultima della serie demenziale della giornata.
-Ma… io sono vergine… posso usarla?-.
La rassicuro prontamente: -Certo che sì… anche se è possibile che l’imene si rompa… ma non credo che questo possa causarti qualche problema, no?- e mi allontano sorridendo.

Coppetta Mestruale: I metodi di piegatura

Prima di tutto dovete ricordare che la vostra coppetta, va   sterilizzata ogni messe a inizio ciclo, ed anche le mani devono essere pulite per il suo utilizzo!

Per rendere più facile il processo d’inserimento e l’aperturabisogna cercare di rilassarsi e bagnare la coppetta se siete poco lubrificate.

Potete utilizzare dei lubrificanti a base acquosa (attenzione i lubrificanti a base oleosa potrebbero danneggiare la vostra coppetta) se la coppetta è  morbida può essere bagnarla in acqua molto fredda prima dell’inserimento

Esistono diversi metodi di piegatura base per inserire facilmente la coppetta mestruale .

Piegatura  7-Fold

Piegatura Origami

Piegatura C-Fold

Piegatura Push Down detto anche TULIPANO

Custodia e cura della coppetta mestruale, come si lavano.

Ebbene sì ragazze… mi sono convertita anche io alla coppetta mestruale! Sì, dopo una epocale opera di convincimento da parte delle mie amiche su quanto gli assorbenti inquinino perché non biodegradabili, su quanto sia comoda e risparmiosa la coppetta, ho deciso di provarla e… Ma andiamo con ordine.
La coppetta mestruale esiste da circa 15 anni, mentre le mestruazioni, ahimè, esistono dall’alba dei tempi, da quando il Signore decise di farci pagare il peccato originale in comode rate mensili. Se solo ora ne sentite parlare, non preoccupatevi. Nemmeno io ero a conoscenza della sua esistenza fino a pochi mesi fa, quando una mia amica tutta eccitata mi mostrò una ignota confezione contenente una specie di imbuto bianco dall’aria poco invitante. Quando mi spiegò l’utilizzo che avrebbe fatto di quell’oggetto, ammetto che rimasi inorridita, ma alla spesa successiva calcolai il costo di 2 pacchetti di assorbenti al mese e decisi che, dopotutto, ero stufa di finanziare la Lines. Comprai la misteriosa coppetta, di un bel rosa, che forse mi avrebbe invogliata a metterla in quel posto! Dopo una iniziale diffidenza, dovuta all’inesperienza più che alla reale difficoltà di inserire la coppetta, ho dovuto ammettere che i suoi creatori avevano avuto un’idea geniale. Perché? Ve lo spiego subito, elencandovi una serie di situazioni in cui ogni donna occidentale si riconosce una volta al mese.
Avete voglia di andare in piscina/alle terme, oppure siete in vacanza al mare, e qualche doloretto al basso ventre vi ricorda che è arrivato il grande giorno della marea rossa.
Siete fuori casa da tutto il giorno, trafelate e di corsa, dovete cambiarvi l’assorbente perché lo sentite fastidiosamente umido, ma non sapete dove andare per eseguire questa delicata operazione.
Avete comprato un magnifico vestitino sexy e aderente da sfoggiare il sabato sera, con sotto un tanga in pizzo bianco… e naturalmente avete il ciclo!! Argh!! Addio vestito, sigh!
Siete in autobus/treno/metropolitana, avete il terrore di esservi sporcate i pantaloni ma non ne siete sicure e vi vergognate di toccarvi per assicurarvene… così finisce che scendete dal mezzo pubblico con movenze degne di un contorsionista per non farvi vedere da dietro.
E’ ora della nanna e per non sporcare pigiama e lenzuola, avete comprato gli assorbenti ultra iper maxi con ali, roba che alla cassa del supermercato la cassiera vi ha lanciato occhiate di compassione…
La coppetta risolve tutto questo. Si inserisce la mattina e può essere tenuta per 12 ore. Dall’esterno non si vede nulla e non sporca perché le pareti di silicone aderiscono perfettamente alle pareti vaginali, creando una specie di effetto sottovuoto che mantiene la coppetta al suo posto. Potete indossare ciò che volete e andare in piscina o in spiaggia senza timore di sporcarvi. Con un minimo investimento iniziale, non avrete più bisogno di comprare costosi assorbenti che stanno a contatto con la zona più delicata del vostro corpo per molte ore, creando la situazione adatta alle infezioni. Potrete tranquillamente andare a dormire indossandola, senza timore di “sversamenti” o di macchiare le lenzuola. A fine giornata la svuotate nel water e la lavate. Certo, all’inizio ci vuole un po’ di pratica, ma presto imparerete a metterla in fretta e vi dimenticherete letteralmente di averla.
Aspettate, mi sembra già di sentire le maniache del pulito… ma l’igiene?!?!?!?
Avete perfettamente ragione e siccome anche io sono una fanatica della pulizia, non avrei mai comprato qualcosa di poco igienico. Fortunatamente la coppetta è molto facile da lavare e da sterilizzare, è sufficiente ricordarsene prima di utilizzarla e alla fine del ciclo. La coppetta è realizzata in silicone, materiale che dura decenni (pensate alle protesi del seno!) e che si disinfetta molto facilmente senza rovinarsi. Per sterilizzarla è sufficiente metterla in un pentolino di acqua e farla bollire per 10-15 minuti. Qui vi consiglierei di comprare un pentolino da utilizzare solo per la coppetta, per evitare scene spiacevoli con il vostro fidanzato/compagno/coniuge, del tipo: “Tesoro che bel pentolino che hai comprato, per scaldare il latte è perfetto!”.”Ci ho appena sterilizzato la coppetta mestruale…..” con il vostro lui che corre in bagno a tirare su la colazione. Eviterei di tenerlo in cucina; in alternativa ci sono contenitori che vanno messi in microonde con un goccio di acqua, per sterilizzare al vapore. Dopo la sterilizzazione fatela raffreddare e poi, dopo un bel bidè, potete inserirla, con le mani pulitissime!, altrimenti è inutile sterilizzarla! Se non dovete utilizzarla subito, potete tenerla nel sacchettino di cotone che è inserito nella confezione con la coppetta e che io trovo comodissimo per tenere l’oggetto lontano da polvere e sporco.
Adesso vi chiederete….. ma come, ogni volta che devo togliere la coppetta per svuotarla devo per forza sterilizzarla? Che pacco! No, non è necessario. Il sangue mestruale è sterile e, dopo aver svuotato la coppetta nel water, prima di reinserirla potete tranquillamente lavarla con del sapone neutro o del detergente intimo, risciacquarla sotto l’acqua calda e rimetterla senza problemi, sempre con le mani e le parti intime pulite, per evitare contaminazioni batteriche. Alla fine del ciclo, sterilizzate la coppetta e riponetela nel suo sacchettino; all’inizio del ciclo io la sterilizzo ancora una volta per sicurezza e perché sono paranoica (lo so, sono un po’ maniacale, lo ammetto).
Se non avete con voi un fornello e un pentolino, perché siete in vacanza in hotel o per altri motivi, le soluzioni sono due: o ricorrete ai classici assorbenti, che odierete mettere dopo aver sperimentato la libertà della coppetta, oppure portate con voi un flaconcino di Amuchina e ci immergete la coppetta ben lavata. Dopo non sarà il massimo da inserire nelle parti intime, ma almeno sarete sicure di averla disinfettata a dovere.
Spero che questa brevissima guida vi sia stata utile e vi abbia rassicurato sulla facilità di utilizzare e gestire la coppetta!