Custodia e cura della coppetta mestruale, come si lavano.

Ebbene sì ragazze… mi sono convertita anche io alla coppetta mestruale! Sì, dopo una epocale opera di convincimento da parte delle mie amiche su quanto gli assorbenti inquinino perché non biodegradabili, su quanto sia comoda e risparmiosa la coppetta, ho deciso di provarla e… Ma andiamo con ordine.
La coppetta mestruale esiste da circa 15 anni, mentre le mestruazioni, ahimè, esistono dall’alba dei tempi, da quando il Signore decise di farci pagare il peccato originale in comode rate mensili. Se solo ora ne sentite parlare, non preoccupatevi. Nemmeno io ero a conoscenza della sua esistenza fino a pochi mesi fa, quando una mia amica tutta eccitata mi mostrò una ignota confezione contenente una specie di imbuto bianco dall’aria poco invitante. Quando mi spiegò l’utilizzo che avrebbe fatto di quell’oggetto, ammetto che rimasi inorridita, ma alla spesa successiva calcolai il costo di 2 pacchetti di assorbenti al mese e decisi che, dopotutto, ero stufa di finanziare la Lines. Comprai la misteriosa coppetta, di un bel rosa, che forse mi avrebbe invogliata a metterla in quel posto! Dopo una iniziale diffidenza, dovuta all’inesperienza più che alla reale difficoltà di inserire la coppetta, ho dovuto ammettere che i suoi creatori avevano avuto un’idea geniale. Perché? Ve lo spiego subito, elencandovi una serie di situazioni in cui ogni donna occidentale si riconosce una volta al mese.
Avete voglia di andare in piscina/alle terme, oppure siete in vacanza al mare, e qualche doloretto al basso ventre vi ricorda che è arrivato il grande giorno della marea rossa.
Siete fuori casa da tutto il giorno, trafelate e di corsa, dovete cambiarvi l’assorbente perché lo sentite fastidiosamente umido, ma non sapete dove andare per eseguire questa delicata operazione.
Avete comprato un magnifico vestitino sexy e aderente da sfoggiare il sabato sera, con sotto un tanga in pizzo bianco… e naturalmente avete il ciclo!! Argh!! Addio vestito, sigh!
Siete in autobus/treno/metropolitana, avete il terrore di esservi sporcate i pantaloni ma non ne siete sicure e vi vergognate di toccarvi per assicurarvene… così finisce che scendete dal mezzo pubblico con movenze degne di un contorsionista per non farvi vedere da dietro.
E’ ora della nanna e per non sporcare pigiama e lenzuola, avete comprato gli assorbenti ultra iper maxi con ali, roba che alla cassa del supermercato la cassiera vi ha lanciato occhiate di compassione…
La coppetta risolve tutto questo. Si inserisce la mattina e può essere tenuta per 12 ore. Dall’esterno non si vede nulla e non sporca perché le pareti di silicone aderiscono perfettamente alle pareti vaginali, creando una specie di effetto sottovuoto che mantiene la coppetta al suo posto. Potete indossare ciò che volete e andare in piscina o in spiaggia senza timore di sporcarvi. Con un minimo investimento iniziale, non avrete più bisogno di comprare costosi assorbenti che stanno a contatto con la zona più delicata del vostro corpo per molte ore, creando la situazione adatta alle infezioni. Potrete tranquillamente andare a dormire indossandola, senza timore di “sversamenti” o di macchiare le lenzuola. A fine giornata la svuotate nel water e la lavate. Certo, all’inizio ci vuole un po’ di pratica, ma presto imparerete a metterla in fretta e vi dimenticherete letteralmente di averla.
Aspettate, mi sembra già di sentire le maniache del pulito… ma l’igiene?!?!?!?
Avete perfettamente ragione e siccome anche io sono una fanatica della pulizia, non avrei mai comprato qualcosa di poco igienico. Fortunatamente la coppetta è molto facile da lavare e da sterilizzare, è sufficiente ricordarsene prima di utilizzarla e alla fine del ciclo. La coppetta è realizzata in silicone, materiale che dura decenni (pensate alle protesi del seno!) e che si disinfetta molto facilmente senza rovinarsi. Per sterilizzarla è sufficiente metterla in un pentolino di acqua e farla bollire per 10-15 minuti. Qui vi consiglierei di comprare un pentolino da utilizzare solo per la coppetta, per evitare scene spiacevoli con il vostro fidanzato/compagno/coniuge, del tipo: “Tesoro che bel pentolino che hai comprato, per scaldare il latte è perfetto!”.”Ci ho appena sterilizzato la coppetta mestruale…..” con il vostro lui che corre in bagno a tirare su la colazione. Eviterei di tenerlo in cucina; in alternativa ci sono contenitori che vanno messi in microonde con un goccio di acqua, per sterilizzare al vapore. Dopo la sterilizzazione fatela raffreddare e poi, dopo un bel bidè, potete inserirla, con le mani pulitissime!, altrimenti è inutile sterilizzarla! Se non dovete utilizzarla subito, potete tenerla nel sacchettino di cotone che è inserito nella confezione con la coppetta e che io trovo comodissimo per tenere l’oggetto lontano da polvere e sporco.
Adesso vi chiederete….. ma come, ogni volta che devo togliere la coppetta per svuotarla devo per forza sterilizzarla? Che pacco! No, non è necessario. Il sangue mestruale è sterile e, dopo aver svuotato la coppetta nel water, prima di reinserirla potete tranquillamente lavarla con del sapone neutro o del detergente intimo, risciacquarla sotto l’acqua calda e rimetterla senza problemi, sempre con le mani e le parti intime pulite, per evitare contaminazioni batteriche. Alla fine del ciclo, sterilizzate la coppetta e riponetela nel suo sacchettino; all’inizio del ciclo io la sterilizzo ancora una volta per sicurezza e perché sono paranoica (lo so, sono un po’ maniacale, lo ammetto).
Se non avete con voi un fornello e un pentolino, perché siete in vacanza in hotel o per altri motivi, le soluzioni sono due: o ricorrete ai classici assorbenti, che odierete mettere dopo aver sperimentato la libertà della coppetta, oppure portate con voi un flaconcino di Amuchina e ci immergete la coppetta ben lavata. Dopo non sarà il massimo da inserire nelle parti intime, ma almeno sarete sicure di averla disinfettata a dovere.
Spero che questa brevissima guida vi sia stata utile e vi abbia rassicurato sulla facilità di utilizzare e gestire la coppetta!

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